La maggior parte delle lesioni cutanee croniche, spesso, non guariscono nè presto e nè bene, esitando in infezioni e , talvolta, setticemie pericolose, con cicatrici disfunzionali e aree di cattiva circolazione , che sono causa di perdita del tessuto vitale . Tali Lesioni, sono, per lo più, rappresentate dalle Ulcere derivanti dalla patologia vascolare (venosa e arteriosa), dalla neuropatia, dal diabete, dalla pressione fisica, specie in stati di immobilità o inanizione del soggetto, e da patologie coinvolgenti il sistema immunitario, sottoposte alle terapie immunosoppressive sistemiche, oppure a seguito di esiti di ustioni o espianti cutanei.
Il quadro, ad andamento ingravescente, è determinato inoltre, dall'incremento delle patologie di carattere cronico e degenerativo, con sequele invalidanti, legate anche all'aumento dell'età media della popolazione , specie occidentale . L'invecchiamento della popolazione , infatti, come evidente, accentua considerevolmente la crisi del Welfare State ( lo Stato Assistenziale), come concepito sinora, e tra l'altro, essendo le lesioni cutanee, di qualsiasi origine esse siano, un "problema" sanitario ulteriore per la gestione attuale, coinvolgente sia l'ambito ospedaliero che, soprattutto, quello extraospedaliero, la soluzione si proietta nell'ottica del focus di Continutà Assistenziale del paziente, anche fuori del regime di ricovero .
Il trattamento delle lesioni cutanee, ad oggi certamente una della patologie di più diffuso riscontro, tra i soggetti portatori di malattie cronico-degenerative , o affetti da sindrome ipocinetica, presenta notevoli risvolti di ordine economico e sociale in tutti i Paesi della UE ( v. approfondimenti su AREA DI ATTIVITA' : SALUTE- Innovazione e Ricerca ) .
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