
Diagnosticare un tumore sulla base di un semplice esame del sangue potrebbe diventare una realtà clinica. Un nuovo protocollo di analisi del DNA presente nel plasma sanguigno ha consentito la diagnosi precoce di una metastasi polmonare in un modello animale, aprendo la strada alla validazione sull'essere umano.
Da circa 30 anni è noto che nel plasma è presente materiale genetico privo della componente cellulare, detto DNA libero circolante (cfDNA). La ricerca condotta dall'Università di Göttingen e da Chronix Biomedical ha dimostrato che la concentrazione di questo DNA aumenta sensibilmente nei soggetti colpiti da neoplasia, funzionando come un potente marker diagnostico.
L'innovazione della ricerca, pubblicata su PloS ONE, risiede nell'analisi delle anomalie genetiche del cfDNA.
"Questa tecnica ha permesso di rilevare la persistenza di marcatori tumorali dopo l'asportazione chirurgica, consentendo di individuare precocemente lesioni metastatiche ai polmoni tramite TC"
spiega Julia Beck, primo autore dello studio.
Lo studio ha inoltre analizzato le "firme" cromosomiche delle cellule tumorali, riscontrando una forte instabilità genetica. Interessante notare le differenze tra specie: mentre nel tumore mammario umano ricorre spesso la delezione del gene soppressore PFDN5, nei casi canini analizzati tale mutazione non è apparsa come fattore dominante, suggerendo percorsi evolutivi differenti della malattia.
Queste informazioni diagnostiche potrebbero rivoluzionare la prognosi, permettendo trattamenti personalizzati e tempestivi.
LA RESPONSABILITÀ PROFESSIONALE MEDICA DOPO LA LEGGE GELLI-BIANCO Autore: Dott. Cataldo Marsico INDICE • La medicina difensiva pag. 1 • La legge 8 novembre 2012 n.189...
Read more...